FV no-profit: parte il progetto “Seva per l’Africa”

FV no-profit: parte il progetto “Seva per l’Africa”

Seva, società valdostana che sviluppa, costruisce e gestisce centrali idroelettriche ed eoliche per la produzione di energia elettrica, inaugura il progetto umanitario “Seva per l’Africa”.
Il progetto prevede la realizzazione d’impianti fotovoltaici “a isola” destinati alle missioni religiose e laiche operanti sul territorio africano.
Nonostante grandi difficoltà, l’impianto “pilota” sarà costruito in Repubblica Centrafricana presso la missione dei Carmelitani Scalzi di Bozum.
A distanza di due mesi dal colpo di stato, il Paese è purtroppo ancora vittima di saccheggi, uccisioni, torture, violenze. Completati il processo di selezione per la realizzazione del “pilota”, la parte progettuale e logistico – organizzativa, l’invio del materiale è previsto per ottobre. L’impianto fotovoltaico di Bozum (11 kWp) sarà pienamente operativo alla fine dell’anno e in grado di fornire elettricità a circa 2.000 persone, oltre a ridurre di circa il 96% i consumi del gasolio.
Riuscire a sviluppare piccoli impianti non connessi ad alcuna rete di distribuzione e sparsi sul territorio è fondamentale per la sopravvivenza d’intere comunità africane legate a un’economia agricola di sussistenza.

Nel corso del 2013, il progetto opererà in Togo presso la Comunità Missionaria Cuori Grandi Amakape, mentre nel corso 2014 sarà dato il via a una serie di progetti in Benin, Costa D’Avorio, Ghana ed Etiopia. Nonostante il preoccupante quadro politico, Seva costruirà in ogni caso presso la missione di Bozum un impianto fotovoltaico “stand alone” da 11 kWp in grado di fornire elettricità a circa 2.000 persone. L’intervento è stato selezionato fra altri 25 possibili grazie anche alla consulenza di esperti internazionali. In Repubblica Centrafricana i Carmelitani hanno realizzato diversi progetti importanti come una fiera agroalimentare (giunta alla decima edizione nazionale con 80.000 euro di vendite nel 2013), una cassa di credito (1.200 aderenti, 90 mila euro di risparmi e 40 mila euro di crediti erogati, cinque sportelli), risaie, consorzi e un centro giovani nella missione di Bozum.

Nel Paese la rete di distribuzione elettrica è quasi del tutto assente o soggetta a forte degrado. A oggi non sembrerebbero esservi alternative ai gruppi elettrogeni a gasolio (a Bozum ne opera uno di potenza nominale da 30 kVA per la produzione di energia elettrica diurna e un altro, di potenza nominale da 20 kVA, per la produzione di energia elettrica notturna), che però comportano costi sempre molto elevati di carburante e difficoltà nell’approvvigionamento. Il consumo medio annuale di gasolio nella missione di Bozum ammonta a ca. 7000 litri, che equivale a un costo annuale di 11.410 €/anno (1,63 €/litro gasolio).

Grazie all’impianto realizzato da Seva in collaborazione con Kad3 (System Integrator) è prevedibile ridurre di quasi il 96% i consumi del gasolio (sotto i 300 litri/anno).

In Africa oltre un terzo della popolazione non ha possibilità di accesso all’elettricità, ma in virtù della forte insolazione, piccoli impianti fotovoltaici “a isola” rappresentano una soluzione tecnologica integrabile (e sostenibile) nel territorio oltre che adattabile alle dimensioni mutevoli delle missioni.
L’impianto fotovoltaico di Bozum prevede, fra l’altro, l’installazione di pannelli solari sul tetto dell’edificio, la sistemazione degli inverter in una cabina, il progressivo incremento del numero di pannelli su altri locali.

Sempre nel 2013 Seva realizzerà un impianto da circa 12 kWp in Togo (presso la Comunità Missionaria Cuori Grandi Amakape), mentre nel corso 2014 sarà dato il via a una serie di progetti in Benin, Costa D’Avorio, Ghana ed Etiopia.

Fonte: http://www.zeroemission.eu/portal/news/channelname/Fotovoltaico/channel/33/id/21823